ROMA – “Franza o Spagna, purché se magna”. Mentre nell’aula della Camera maggioranza e opposizioni si scontrano su Ucraina e Iran, al ristorante di Montecitorio s’aggiorna l’amarissima frase attribuita all’ambasciatore fiorentino Francesco Guicciardini nel Cinquecento: con Trump o con Sanchez, intanto si mangia.
Viceministri, sottosegretari, deputati e deputate sfilano lungo i banchi del buffet offerto da Confartigianato riempiendo piatti e bicchieri. Una degustazione organizzata da settimane, che casualmente coincide con l’informativa urgente di Giorgia Meloni sul conflitto in Medio Oriente. Le sale del ristorante di Montecitorio sono apparecchiate con “il meglio dell’enogastronomia italiana”. Piatti caldi e freddi, formaggi e salumi, vini e birre artigianali, dolci e tiramisù espressi.
Il dibattito nell’emiciclo va avanti da oltre tre ore e la degustazione arriva in quell’ora sospesa tra merenda e aperitivo. Nel ristorante c’è una tv puntata sull’aula. Si vedono Donno e Calovini che parlano nell’emiciclo, poi Braga e Filini. De-escalation, basi agli Stati Uniti, accise, stretto di Hormuz.
La guerra in aula, la pace a tavola. “Quanta bella roba, ma io sono a dieta!”, esclama Patrizio La Pietra, senatore di FdI e sottosegretario all’Agricoltura, mentre entra nella prima sala delle prelibatezze. Ravioli del Plin dal Piemonte, pasta con la ‘nduja calabrese, fiadoncini abruzzesi, ravioli con ossobuco e formaggio dal Veneto, finocchiona toscana.
Salvatore Deidda (FdI) e Francesca Ghirra (Avs) lodano i formaggi della loro Sardegna; Domenico Furgiule (Lega) si fa fotografare con un buquet di mozzarelle di bufala. C’è il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Mirco Carloni (FdI). Il Pd degusta con Morassut e Stumpo; Beatriz Colombo (FdI) inforchetta esibendo una maxi spilla per il sì alla riforma della giustizia. Zoffili e Candiani per la Lega; Amorese e Ambrosi per FdI; il viceministro Maurizio Leo; tanti e tante altre.
Arianna Lazzarini, deputata padovana della Lega, si dà allo show cooking. Sac a poche per versare le crema e cacao da spolverare per un tiramisù fatto sul posto. “Sono stata brava- domanda- promossa?”. “E’ il secondo che ti mangi”, le grida una collega.
Si fanno le 19.30 e Meloni prende il microfono per la replica. I parlamentari di maggioranza lasciano piatti e bicchieri e s’involano verso l’aula, meglio non risultare assenti causa buffet. Restano le briciole e i calici vuoti.
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