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Unrae: incentivi bev quasi esauriti, mancano all’appello 178 mln

AttualitàUnrae: incentivi bev quasi esauriti, mancano all'appello 178 mln

Crisci: servirà nuovo Dpcm. 316mila la stima di vetture incentivate
Milano, 3 giu. (askanews) – Questa mattina, con 4 mesi di ritardo dall’ufficializzazione dei nuovi incentivi, è stata aperta la piattaforma Invitalia per il caricamento degli ordini raccolti, e i fondi resi disponibili per le auto nella fascia 0-20 g/Km (bev) “sono praticamente già esauriti”. Lo rende noto l’Unrae commentando il -6,6% del mercato dell’auto a maggio con 139.581 immatricolazioni. I primi 5 mesi archiviano una crescita del 3,4% sullo stesso periodo dello scorso anno a 726.311 unità (ma ancora -20,2% su gennaio-maggio 2019).
“Scopriamo con sorpresa il giorno dell’apertura della piattaforma – afferma il presidente dell’Unrae, Michele Crisci – che non sono stati resi disponibili tutti i fondi previsti per le autovetture: mancano ben 178,3 milioni. Per farlo sarà adesso necessaria l’emanazione di un Dpcm apposito, che auspichiamo avvenga nel più breve tempo possibile, per evitare l’ennesimo periodo di incertezza che si prospetta per il mercato”.
Sui nuovi incentivi, quindi, “l’Unrae da un lato esprime soddisfazione per l’accoglimento della maggior parte delle richieste portate all’attenzione del Governo. Dall’altro lato manifesta forti preoccupazioni per le distorsioni che si potranno generare sul mercato”. Inoltre, auspica che “venga indicata presto una strategia chiara sui supporti alla transizione, con un orizzonte di 2-3 anni, per consentire a consumatori e imprese di programmare gli acquisti ed evitare che lo stop & go crei ulteriori danni al mercato”.
Secondo le stime Unrae, considerando tutti i 952,5 milioni previsti dalla nuova formulazione, saranno incentivate circa 316mila vetture (di cui circa il 12% nella fascia 0-20 g/Km, l’11% in quella 21-60 g/Km e il 77% nella 61-135 g/Km), senza però generare volumi aggiuntivi al mercato.
“Ma per favorire la transizione energetica – prosegue il presidente Crisci – è indispensabile riformare il trattamento fiscale delle auto aziendali in uso promiscuo, agendo su detraibilità Iva e deducibilità dei costi in funzione delle emissioni di CO2, e riducendo il periodo di ammortamento a 3 anni”.
“Riguardo a questo tema – continua Crisci – auspichiamo che vengano convocati quanto prima i Tavoli interministeriali dedicati alle strategie del settore automotive ed in particolare alla fiscalità, al fine di rilanciare la competitività delle imprese italiane e valorizzare il contributo che le stesse, con il veloce ricambio dei veicoli aziendali, possono fornire per accelerare il rinnovo del parco circolante”.
Infine, il Presidente dell’Unrae ricorda che nei giorni scorsi sono stati pubblicati dal Mase i decreti per la realizzazione di infrastrutture pubbliche in aree urbane ed extra-urbane, che apportano modifiche ai criteri di selezione. “Ci auguriamo – conclude Crisci – che i nuovi testi normativi possano stimolare una più ampia partecipazione da parte degli operatori. Auspichiamo, inoltre, che si possano ottenere una maggiore pluralità di operatori e una riduzione dei costi delle ricariche, che ultimamente hanno subìto incrementi di prezzo sostenuti e difficilmente giustificabili”.

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