lunedì, 8 Dicembre , 25

“Troppe ispezioni”, lo chef di Bologna non ci sta e denuncia “l’accanimento” contro i suoi locali

Dall'Italia e dal Mondo“Troppe ispezioni”, lo chef di Bologna non ci sta e denuncia “l’accanimento” contro i suoi locali

BOLOGNA – Tra ispezioni, multe e chiusure forzate, un “accanimento amministrativo” che ha generato una “pressione non più sostenibile, mettendo a rischio la continuità aziendale” e il posto per 40 lavoratori in tre diversi locali di Bologna, “Marrètt” in via Urbana, “È Cucina” in via Leopardi e il ristorante estivo al Cavaticcio. La denuncia e’ dello chef Cesare Marretti, già protagonista di un caso nei mesi scorsi con la chiusura imposta in seguito a controlli appunto al ristorante del Cavaticcio. Ma le disavventure con i controlli sanitari non sono finite, tanto da spingere il cuoco, che opera in città da 14 anni, a tornare alla carica e rendere tutto pubblico in una conferenza stampa (con brunch) convocata per domani nel locale di via Leopardi.

LA DENUNCIA:”NELL’ULTIMO ANNO CONTROLLI INTENSIFICATI, SOSPENSIONI E PRESCRIZIONI”

“C’è stato- si legge in una nota- un animalo intensificarsi di controlli nell’anno corrente, multiple ispezioni Nas, ispezioni Ausl a distanza ravvicinata, controlli della Polizia locale, provvedimenti di sospensione di attività, richieste di adeguamento e prescrizioni formali”. Interventi “numerosi e ripetuti”, segnala a proprietà, “tanto da rappresentare un carico difficilmente sostenibile per una piccola-media impresa”. I controlli “sono necessari e doverosi, chi lavora nella ristorazione ha il dovere di garantire sicurezza alimentare e trasparenza, ma esiste un principio fondamentale: la proporzionalità dell’intervento”.

“SOSPENSIONE E GRAVI RIPERCUSSIONI SULL’ATTIVITÀ MA MAI RISCHIO SANITARIO”

In più occasioni, continua la nota che rimanda alla conferenza di domani, “la sospensione dell’attività è scaturita da situazioni che, pur richiedendo un intervento, non rappresentavano rischi sanitari tali da giustificare chiusura immediata. Presenza di ruggine facilmente rimovibile dopo la chiusura del servizio, scaffalature con residui di polvere a molti metri di altezza, confezioni di olio mancanti l’etichetta del fornitore (ma accompagnate da regolare fattura tracciatile), necessità di aggiornare alcune procedure Haccp, pur con prodotti sicuri e congelati correttamente. Molte di queste criticità sono frequenti in qualsiasi ristorante e possono essere risolte nell’arco di poche ore, senza recare danno al servizio, alla clientela, ai lavoratori e all’economia dell’impresa”. Ogni chiusura, invece, “ha gravi ripercussioni anche emotive, non incide solo sul fatturato: interrompe il reddito di decine di famiglie, genera sprechi alimentari, blocca prenotazioni, forniture e programmazioni, danneggia l’immagine pubblica, crea un forte impatto psicologico sugli imprenditori e sui lavoratori”. E in tutto questo, “l’azienda ha sempre dimostrato massima disponibilità verso gli enti: adeguamenti immediati, lavori eseguiti in poche ore, sostituzione delle attrezzature, aggiornamento costante del personale, rispetto delle prescrizioni, sempre collaborativi, trasparenti e rapidi nel risolvere ogni osservazione”.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

Articoli Correlati

Check out other tags:

Articoli Popolari