Maltrattamenti nelle case di cura a Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano e Trentola: 4 arresti e 6 indagati

Primo PianoMaltrattamenti nelle case di cura a Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano e Trentola: 4 arresti e 6 indagati

CASAL DI PRINCIPE – Strutture che avrebbero dovuto rappresentare un porto sicuro, un luogo di cura e assistenza per soggetti fragili, trasformate invece – secondo l’accusa – in teatri di privazioni, violenze fisiche e psicologiche, e persino abusi sessuali. È lo scenario inquietante emerso da un’indagine della Procura della Repubblica di Napoli Nord, che ha portato i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe a eseguire dieci misure cautelari nelle province di Napoli e Caserta.

L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord, dispone un arresto in carcere, tre arresti domiciliari e sei divieti di dimora. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di reati pesantissimi: maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza privata, violenza sessuale, truffa, minacce e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Per tutti pende l’aggravante di aver agito ai danni di persone particolarmente vulnerabili.

Cinque strutture nel mirino

Le indagini, condotte tra luglio 2025 e marzo 2026 dalla Sezione Operativa della Compagnia di Casal di Principe anche attraverso il supporto di attività tecniche, hanno acceso i riflettori su cinque strutture socio-sanitarie, assistenziali, educative e riabilitative dislocate nei comuni di Casapesenna, Villa Literno, San Cipriano d’Aversa e Trentola Ducenta.

Nel registro degli indagati sono finiti il legale rappresentante, la coordinatrice e diverse educatrici delle strutture. Secondo gli inquirenti, gli ospiti dei centri – persone affette da patologie psichiatriche, disturbi della personalità e disabilità comportamentali, in alcuni casi anche minorenni – venivano sistematicamente sottoposti a ripetuti maltrattamenti. Il quadro investigativo si fa ancora più cupo dinanzi alla contestazione di una presunta violenza sessuale subita da una giovane ospite affetta da psicosi maniaco-depressiva.

Tagli ai servizi e sedativi senza prescrizione

Oltre alle violenze dirette, gli accertamenti dei carabinieri hanno scoperchiato un presunto sistema di gestione cinico, interamente votato al massimo profitto e al contenimento dei costi. Per risparmiare, i gestori avrebbero ridotto drasticamente servizi essenziali come l’erogazione dell’acqua calda e l’uso del riscaldamento.

Non solo: all’interno delle comunità sarebbe stato impiegato personale privo delle necessarie qualifiche professionali. Per sopperire alla mancanza di competenze e per gestire i momenti di tensione, i dipendenti avrebbero somministrato abitualmente agli ospiti farmaci sedativi, utilizzati come veri e propri strumenti di contenimento chimico senza alcuna prescrizione medica.

La truffa al Servizio Sanitario

L’inchiesta ha infine svelato una presunta frode ai danni delle casse pubbliche. Gli indagati avrebbero sistematicamente allontanato dalle strutture gli ospiti ritenuti “troppo complessi” da gestire. Al contempo, secondo la tesi della Procura, venivano manipolate le relazioni periodiche destinate ai servizi sanitari e all’Autorità giudiziaria. L’obiettivo delle false relazioni sarebbe stato quello di giustificare trasferimenti ingiustificati e proroghe dei ricoveri, gonfiando così i rimborsi e determinando un ingiusto aggravio di spesa per il Servizio sanitario pubblico.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dalla legge, tutti gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Articoli Correlati

Check out other tags:

Articoli Popolari