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L’ebola, un accordo top secret con gli Usa, 2 morti (ma non per il virus): cosa sta succedendo in Kenya

Dall'Italia e dal MondoL’ebola, un accordo top secret con gli Usa, 2 morti (ma non per il virus): cosa sta succedendo in Kenya

ROMA – Nessun malato di ebola sarebbe arrivato in Kenya, ma sono stati trasportati solo “materiali strettamente logistici”: così riferiscono le autorità statunitensi nel paese africano, nel tentativo di sedare tensioni e proteste che hanno anche causato due morti.

IL CENTRO PER LA QUARANTENA NELLA BASE USA, DI COSA SI TRATTA

Tutto ha avuto inizio lunedì, quando un gruppo di cittadini di Nanyuki, a circa 150 chilometri a nord di Nairobi, ha notato un numero di aerei in arrivo presso la base militare americana di Laikipia, dove gli Stati Uniti, in collaborazione col governo, hanno deciso di istituire il centro per la quarantena e il monitoraggio da 50 posti letto per i propri connazionali sospettati di aver contratto il virus ebola nell’epidemia in corso nella vicina Repubblica democratica del Congo. Alcuni casi sono stati registrati anche in Uganda, ma per il momento nessun contagio è stato rilevato in Kenya.

UN ACCORDO TOP SECRET, LA PROTESTA, I MORTI

Il contenuto dell’accordo non è però stato reso pubblico, ma è emerso da fonti di stampa keniane. Il primo giugno i cittadini, temendo l’arrivo di potenziali malati e quindi la diffusione del virus, hanno quindi inscenato una protesta nei pressi della base. Lunedì scorso sono stati centinaia i manifestanti, soprattutto giovani, che hanno marciato fino ai cancelli della base aerea, scandendo slogan contro l’Ebola: lo riferiscono diverse agenzie ed emittenti internazionali, tra cui Al Jazeera, Reuters e Associated Press, pubblicando immagini e video che ritraggono le proteste, avvenute sotto l’occhio vigile di militari e carri armati.

Hundreds of people took to the streets of Nanyuki in central Kenya to protest moves by the United States to set up an Ebola quarantine facility at a military base there https://t.co/MMe3kUMAn1 pic.twitter.com/aewFmFpxK7— Reuters (@Reuters) June 2, 2026

Successivamente, proprio nel corso della manifestazione, due persone sono morte, tra cui Charles Mang’aro Mwangi, un 27enne che stava raggiungendo un amico di ritorno dal lavoro. Lo hanno riferito i familiari all’emittente Bbc: il giovane è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco ma, stando al racconto della madre, né la polizia, né altre autorità l’avrebbero contattata per spiegare la dinamica dell’accaduto. Ancora non si hanno informazioni invece rispetto alla seconda vittima.Le testate locali oggi riferiscono che fonti ufficiali statunitensi hanno spiegato che alla base di Laikipia sono arrivati materiali logistici e macchinari utili al padiglione, ma le preoccupazioni tra la popolazione non si sarebbero dissipate.

CENTRI DI ISOLAMENTO PER AMERICANI, NON SOLO IN KENYA

In un briefing di ieri alla Casa Bianca l’amministratore dei Centri statunitensi per i servizi Medicare e Medicaid, Mehmet Oz, ha confermato “l’attiva collaborazione” col Kenya per risolvere le preoccupazioni relative alla struttura prevista presso la base aerea di Laikipia, ammettendo che un centro analogo potrebbe essere aperto “anche in altri Paesi” della regione.

LA DENUNCIA DEI RICERCATORI, LA DECISIONE DELL’ALTA CORTE DI NAIROBI

L’iniziativa statunitense in Kenya è infatti in contrasto con le disposizioni delle autorità locali: il 26 maggio l’Alta corte di Nairobi ha stabilito la sospensione temporanea della creazione e messa in funzione di qualsiasi struttura per il trattamento di ebola da parte degli Stati Uniti o di qualsiasi altro Paese straniero.Il tribunale ha così accolto la denuncia presentata dal centro di ricerca Katiba Institute contro gli accordi stretti tra il governo del Kenya e le autorità di Washington, il cui contenuto non sarebbe stato reso pubblico. Stando ancora alla stampa locale, nell’accordo per l’istituzione del centro, Washington avrebbe declinato la richiesta del governo di Nairobi di accogliere nel centro anche cittadini keniani. Preoccupato per l’arrivo anche in Kenya del virus, il Katiba Institute ha chiesto e ottenuto da parte dell’Alta corte anche un’ordinanza, emessa ieri, che obbliga il governo di divulgare tutti gli accordi, le negoziazioni, le approvazioni, le valutazioni dei rischi e i protocolli operativi relativi alla proposta di un centro per l’isolamento di ebola nel Paese. Inoltre è stato vietato alle agenzie e ai funzionari governativi di ammettere, ricevere, trasferire o agevolare l’ingresso in Kenya di persone esposte o infette da ebola, finché chiarezza non sarà fatta sull’accordo tra Nairobi e Washington.

LA STRATEGIA USA CONTRO L’EBOLA

Ancora ieri, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato che l’amministrazione Trump intende nominare un inviato speciale per ebola in Africa e che sta stringendo accordi con la casa farmaceutica Gavi per la produzione di un vaccino.
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