ROMA – Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran non sembra subire battute d’arresto. All’alba del nono giorno di combattimenti, l’unica notizia certa per tutte le parti coinvolte, è che la guerra durerà a lungo. Le Guardie Rivoluzionare hanno fatto sapere che l’Iran è in grado di sostenere un conflitto “intenso” con Stati Uniti e Israele per altri sei mesi. Una postura allineata a quella di Trump, che dall’Air Force One ha dichiarato ai giornalisti che gli Usa stanno vincendo la guerra sottolineando che “continuerà però per tutto il tempo necessario”.
Nella notte intanto, per la prima volta dall’inizio del conflitto, l’esercito israeliano ha fatto sapere di aver colpito con raid, diversi complessi di stoccaggio di carburante appartenenti all’IRGC a Teheran. “Guidata dall’intelligence dell’IDF, l’IAF ha colpito questi complessi, dove il regime terroristico iraniano distribuiva carburante a diverse entità militari in Iran. L’attacco aggrava notevolmente i danni all’infrastruttura militare del regime terroristico iraniano”, scrive l’Idf su X.
L’esercito israeliano inoltre, ha annunciato di aver sferrato un pesante “attacco mirato contro i comandanti chiave del Corpo d’Armata del Libano della Forza Quds dell’IRGC”. Tel Aviv ha colpito l’hotel Ramada nel quartiere costiero di Raouche, nel centro di Beirut, provocando quattro morti e una decina di feriti accusando il “regime terroristico iraniano” di operare “sistematicamente nel cuore della popolazione civile sfruttandola cinicamente come scudo umano per promuovere attacchi terroristici”.
TROVATO IL NOME DELLA NUOVA GUIDA SUPREMA
Secondo quanto riportato dall’agenzia Fars, intanto, sul fronte avversario il Consiglio degli Esperti iraniano avrebbe trovato il nome della nuova Guida Suprema della Repubblica Islamica, successore di Ali Khamenei.
Sul fronte della diplomazia internazionale, ieri sera la premier italiana Giorgia Meloni ha fatto sapere di essere in costante contatto con Francia, Germania e Regno Unito per rafforzare azioni che portino ad una descalation del conflitto in atto. Ma proprio sul Regno Unito Trump ha voluto sottolineare un comportamento poco gradito: “Un tempo nostro grande alleato, forse il più grande di tutti, sta finalmente prendendo seriamente in considerazione l’invio di due portaerei in Medio Oriente. Va bene, Primo Ministro Starmer, non ne abbiamo più bisogno. Ma ricorderemo. Non abbiamo bisogno di gente che si unisce alle guerre dopo che le abbiamo già vinte”.
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