CONCA DELLA CAMPANIA – La memoria come seme per il futuro. Si è aperta questa mattina (15 aprile), alle 9:30, nella biblioteca dell’ex municipio di Conca della Campania, la terza edizione del Conca Film Festival, la rassegna dedicata all’inclusione sociale, alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio.
Nel segno della legalità
Ad inaugurare il festival, davanti a una platea di studenti, è stata la proiezione del docufilm “La Balzana. La storia del più grande bene confiscato alla camorra”. L’opera, diretta da Luca Marconato e prodotta dall’agenzia Agrorinasce, racconta la rinascita del complesso agricolo di 200 ettari a Santa Maria La Fossa, sottratto al clan dei Casalesi e oggi simbolo di legalità gestito dall’agenzia. Il docufilm non è solo una narrazione cinematografica, ma un potente strumento di sensibilizzazione sul riuso sociale dei beni confiscati, dimostrando come la sinergia istituzionale possa restituire risorse preziose alla collettività.
I temi del CFF26
Fino al 18 aprile, il borgo di Conca si trasformerà in un laboratorio a cielo aperto dove il cinema diventa, nelle parole degli organizzatori, un modo per trasformare lo sguardo individuale in un abbraccio collettivo. Due le sedi del festival. La sala grande, allestita nella palestra, e la sala d’essai della biblioteca dell’ex municipio ospiteranno le proiezioni e gli incontri, divisi in giornate tematiche su inclusione e benessere, territori e borghi.
Gli ospiti
Il CFF26, diretto da Claudia De Angelis e Alino, ha scelto una duplice linea editoriale: una interazione mattutina con le scuole e una parte pomeridiana aperta a tutti. Tra gli ospiti, registi, sceneggiatori, autori, scrittori, operatori culturali come Luca Trapanese, peraltro vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Renato Chiocca, Marino Guarnieri, Maurizio Forestieri, Paco Desiato, Luca Gianfrancesco, Letizia De Ieso, Giovanni Solino, il collettivo napoletano Avamat. L’ingresso al festival è, come sempre, gratuito. Info e prenotazioni: 328 2971992.
