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È morta in Brasile la madre dell’attivista detenuto in Israele Thiago Ávila. Global Sumud Flotilla ne chiede il rilascio

Dall'Italia e dal MondoÈ morta in Brasile la madre dell’attivista detenuto in Israele Thiago Ávila. Global Sumud Flotilla ne chiede il rilascio

Foto dal profilo X @gbsumudflotilla

ROMA – È morta in Brasile a 63 anni Teresa Regina de Ávila e Silva, madre dell’attivista Thiago Ávila, detenuto in Israele dopo essere stato fermato lo scorso 29 aprile a largo delle coste greche durante la missione umanitaria verso Gaza della Global Sumud Flotilla. Lo ha reso noto quest’ultima con un comunicato stampa che parla di una “crudeltà incommensurabile”. Teresa, infatti, ne è andata il 5 maggio “mentre suo figlio rimane incatenato in una cella di una prigione israeliana, privato del diritto umano più elementare: la possibilità di salutare sua madre”.

“Thiago non sa nemmeno di aver perso la madre- si legge ancora nella nota-. Poiché è tenuto in isolamento e gli viene negato ogni contatto con il mondo esterno, gli è stata sottratta la possibilità di vivere il suo lutto nell’abbraccio della sua comunità. La devastante notizia probabilmente gli verrà comunicata dagli stessi soldati israeliani che lo hanno sottoposto ad abusi sistematici, usando il suo dolore come ulteriore strumento di guerra psicologica”.

Global Sumud Flotilla, perciò, rinnova l’appello al rilascio affinché “Thiago possa tornare a casa e onorare sua madre con la dignità che lei ha dimostrato nel corso della sua vita”. Si chiede la liberazione anche di Saif Abukeshek, ugualmente fermato durante la missione e detenuto insieme a Thiago.

L’APPELLO DEL PRESIDENTE DEL BRASILE LULA

Una richiesta che è stata fatta anche dal presidente del Brasile Lula. In un messaggio pubblicato su X, ha parlato di “un’azione ingiustificabile del governo di Israele, che desta grande preoccupazione e deve essere condannata da tutti”. Il presidente ha, inoltre, spiegato: “La detenzione degli attivisti della Flotilla in acque internazionali aveva già rappresentato una seria violazione del diritto internazionale. Per questo, il nostro governo, insieme a quello della Spagna, che ha anch’esso un cittadino detenuto, esige che ricevano piena garanzia di sicurezza e siano immediatamente liberati”.
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