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Alfredo Verna, un QR Code per tutelare legalità ed esperienza

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Ceo di Finvera

Roma, 10 Lug. (askanews) – In Italia per segnalare i propri clienti per prestiti o cessioni del quinto, bisogna essere mediatori creditizi o agenti in attività finanziaria regolarmente iscritti all’albo; spesso, però, accade che queste segnalazioni vengono svolte in modo illegale, ricevendo così una percentuale non dichiarata. Alfredo Verna, Ceo di Finvera spiega non è inusuale che ci si improvvisi in un ruolo che deve invece essere svolto con una precisa etica professionale. L’Oam, l’organismo autonomo responsabile degli elenchi degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi, è stato creato proprio per garantire che questo lavoro sia svolto da persone qualificate e secondo regole rigide. Purtroppo, però, la realtà è ben diversa . La quotidianità riflette un modus operandi completamente diverso, visto che in molti contesti punti di aggregazione sociale ed economica fungono da back office per raccogliere richieste di liquidità. Ho pensato che la tecnologia potesse risolvere questo problema . Da qui nasce l’idea di Verna: con la creazione di QR code, rilevabile tramite un semplice smartphone, è possibile aprire automaticamente un modulo per richiedere un finanziamento. Questo crea un rapporto diretto, rispettando le normative e affidandosi a professionisti. Inoltre, il QR code contiene un codice alfanumerico per tracciare l’origine del lead. In caso di successo del contratto, si può pagare la pubblicità a chi ha generato il lead, con tasse regolarmente pagate racconta il CEO di Finvera. Questa sorta di “porta a porta” tecnologico garantisce la qualità professionale e il rispetto delle norme vigenti: Pagare la pubblicità a risultato positivo – afferma- e rinnovare ogni anno il rapporto in base al flusso prodotto, permette ai consumatori di affidarsi a persone iscritte all’Oam, che hanno la sensibilità e la professionalità necessarie. Inoltre, questo metodo elimina il fenomeno delle provvigioni non dichiarate e pagate in contanti, che spesso si annida in centri di aggregazione nati per tutelare i diritti. Un vero controsenso . La tecnologia è fondamentale, ma non basta, infatti per Verna è necessario combattere il lavoro nero anche con altri mezzi. Credo che si debba trovare una soluzione per affrontare e superare questa diffusa e inaccettabile pratica. Molti, per la loro attività, trattano dati sensibili delle persone. Mi chiedo perché non ufficializzare ciò che già accade, permettendo loro, dopo appositi corsi, di segnalare i propri clienti agli esperti del credito in modo professionale e trasparente. Su questo tema è necessaria una riflessione seria e approfondita . Le novità tecnologiche di Finvera non finiscono qui: “Oltre al QR code – aggiunge Verna – abbiamo sviluppato un sistema integrato che consente al cliente di avviare direttamente una chiamata su WhatsApp. Questo sistema facilita ancora di più il contatto immediato con i nostri consulenti, migliorando l’efficienza e la rapidità del servizio. Questo ci permette di rispondere più velocemente alle richieste, riducendo i tempi di attesa e aumentando la soddisfazione complessiva. È un passo importante per migliorare continuamente la qualità del nostro servizio e rendere il processo di richiesta dei finanziamenti più trasparente e accessibile . Le nuove tecnologie sviluppate non fanno altro che continuare sulla stessa linea d’onda: combattere le pratiche scorrette a favore in un lavoro all’insegna della legalità e della professionalità nel mercato del credito.

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