ROMA – Situato nel cuore del quartiere di Al-Zeitoun, a Gaza City, l’Al-Zeitoun Sports Club era considerato una delle più antiche istituzioni sportive della Striscia di Gaza. Fondato nel 1981, nel corso dei decenni è stato la culla di generazioni e un importante centro sportivo, comunitario e culturale, costruito grazie agli sforzi dei suoi membri. Ma dall’alba di venerdì scorso, 1 agosto, non esiste più: un bombardamento aereo ha provocato la completa distruzione dell’edificio a quattro piani che lo ospitava e che comprendeva il palazzetto dello sport, la sala eventi sociali, gli uffici amministrativi e le sale delle attività della comunità e dei giovani. A dare risalto all’accaduto è ‘Boxe contro l’assedio’, il progetto che unisce le palestre popolari italiane all’impegno dell’ONG Ciss in Palestina, che sui suoi profili social roporta il comunicato ufficiale del Cda dell’Al-Zeitoun Sports Club, esprimendo la sua massima solidarietà.
“L’attacco al club costituisce un crimine di guerra e una palese violazione del diritto internazionale e dello Statuto del Comitato Olimpico Internazionale- si legge nella nota- Si tratta anche di un tentativo deliberato di indebolire gli sforzi del Maggiore Generale Jibril Rajoub, presidente dell’Alto Consiglio per la Gioventù e lo Sport e presidente della Federazione Calcistica Palestinese, per promuovere il movimento sportivo palestinese. Riteniamo l’occupazione israeliana pienamente responsabile di questo assalto, che fa parte di una politica sistematica volta a distruggere le istituzioni sportive palestinesi”. Il Cda chiede quindi alle “organizzazioni sportive internazionali e arabe, in particolare alla Federazione Internazionale di Calcio (FIFA) e al Comitato Olimpico Internazionale (CIO), di adottare misure punitive contro l’occupazione e di sospendere l’adesione alla sua federazione sportiva”. Inoltre, esorta tutti gli organismi nazionali e internazionali interessati ai diritti umani e allo sport ad “agire immediatamente per fermare il genocidio a Gaza e la distruzione delle infrastrutture sportive, a sostenere gli sforzi di ricostruzione e a documentare questo crimine nei registri ufficiali”. Nonostante le macerie, tiene ancora a sottolineare l’Al-Zeitoun Sports Club, la “nostra volontà rimane incrollabile. Restiamo fedeli alla nostra missione nazionale e sportiva e ricostruiremo il club con la forza del nostro popolo e il sostegno di tutti gli amanti della libertà in tutto il mondo”. Perché l’Al-Zeitoun Sports Club “non è mai stato solo un edificio, ma un ricordo, un’identità e un percorso di lotta e resilienza. Puntare a questo obiettivo significa puntare al futuro, ma continueremo il nostro cammino con incrollabile determinazione”, conclude il Consiglio di Amministrazione.
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo https://www.dire.it

